Parco Scolacium a Roccelletta di Borgia: Storia, architettura e cultura nella Città di Cassiodoro.

“… di qui si scorge il golfo di Taranto sacra ad Ercole (se è vero quanto si dice) e di fronte si erge la dea Lacinia e le rocche di Caulon e Scylaceum che infrange le navi.”

Virgilio, Eneide , III, 551-553.
Nei pressi della Marina di Catanzaro, sulla costa Ionica del golfo di Squillace, sorge tra gli ulivi secolari un vero e proprio tesoro artistico-culturale, denominato “Parco Scolacium” di Roccelletta. L’antica città di Squillace, la greca Skylletion, della quale gli scavi hanno riportato alla luce numerosi reperti archeologici come edifici , ceramiche e numerose statue acefale di epoca romana. Mentre le fonti storiche rimandano almeno all’VIII secolo a.C.), i reperti archeologici recuperati fino ad oggi a Roccelletta (un frammento di ceramica a figure nere, orli di coppe attiche e coppe ioniche) testimoniano l’esistenza dell’insediamento greco presso il fiume Corace (dove era il porto?) almeno dal VI secolo a.C. Di Skylletion al momento non si conosce l’estensione e i caratteri urbanistici, poiché vi si sovrappose in seguito la colonia romana, ma essa fu certo importante per il controllo della breve via istmica tra Ionio e Tirreno e per il controllo delle direttrici di traffico marittimo.

La Scolacium romana ebbe vita prospera nei secoli seguenti e conobbe una fase di notevole sviluppo economico, urbanistico e architettonico in età Giulio-Claudia. Vi fu fondata una nuova colonia sotto Nerva, nel 96-98, col nome appunto di Colonia Minerva Nervia Augusta Scolacium. In età bizantina diede i natali a Cassiodoro (487-583), uno dei più grandi autori della tarda romanità a cui si deve una messe di opere di carattere teologico ed enciclopedico. Il declino cominciò con la guerra greco- gotica del VI secolo e le incursioni dei Saraceni dal 902 d.C., concludendosi con l’abbandono della città nell’ VIII secolo. Gli abitanti, ripetendo una pratica comune in quell’epoca sul suolo italico, trasferirono il loro insediamento sulle alture circostanti, fondando altri insediamenti tra i quali quello sulla collina prospiciente l’attuale quartiere Santa Maria di Catanzaro. Successivamente questi centri provvisori furono riorganizzati in posizioni più difendibili e le popolazioni insediate intorno allo Zarapotamo come quelle della collina prospiciente l’attuale quartiere S. Maria di CZ contribuirono alla fondazione della nuova città di Catanzaro.

La Scolacium Romana ebbe un notevole sviluppo economico, urbaniatico, ed architettonico. Le parti più importanti venute alla luce sono: I ruderi della Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella, il Foro Romano, il teatro ed anfiteatro Romano.Il Parco Archeologico di Scolacium si trova in località Roccelletta di Borgia, località completamente conurbata con i quartieri marinari del comune di Catanzaro. Dell’abitato preromano rimane poco; i resti visibili nel sito dimostrano l’impianto della colonia romana con i monumenti più importanti.

La Basilica: Nel parco è il primo rudere che viene ad incontrarsi, in parte distrutta mantiene la sia imponenza e bellezza. Una delle più grandi Cattedrali costruite dai Normanni in Calabria stile romanico con influenze bizantine. Possedeva una grande navata, e coperta di capriate in legno e ben 5 finestre leterali. Crollata dopo il terremoto del 1783 rimasero innalzate solo le maestose pareti. Il Foro: costituito da un’area rettangolare pavimentata con mattoni, circondata da portici. Visibili il tempietto, una fontana ed in oltre il tribunale. Proprio in quest’area vennero rinvenute statue e ritratti conservati nell’Antiquarium.

Il Teatro: Adagiato alla collina che sfrutta il pendio vi è il teatro per 3000 persone. Nerva lo ampliò con una nuova scena, a pochi metri sorge l’Anfiteatro dell’epoca di Nerva e di almeno tre impianti termali, necropoli e acquedotti. Il parco archeologico si presenta al turista come dovrebbe ogni area archeologica. Pulizia e ordine si riscontrano in ogni angolo. Con piacere. Addirittura con meraviglia, pensando alla ricca casistica negativa offerta dai nostri siti archeologici. Così passeggiando dal foro, attraversato dal decumano e dominato dal capitolium, verso il teatro e la necropoli, si giunge alla collina dell’anfiteatro. Dove gli scavi futuri promettono anche la scoperta di altre opere d’arte. Oltre a quelle che già arricchiscono il ricco museo esistente. Raffinate sculture come la statua della Fortuna, il Genio di Augusto, e un raro esemplare di Germanico, il figlio adottivo dell’imperatore Tiberio.

Maria Lombardo
Consigliere Commissione Cultura
Centro Studi e Ricerche
Comitati Due Sicilie.

basilica-2

Foto del territorio

Altri Tours